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Qualunque naturista, prima o poi, presto o tardi, da un parente, da un amico o conoscente si è sentito porgere questa domanda: Perchè nudo? Quasi sempre non si ha la prontezza di rispondere razionalmente e compiutamente. Da qui l’esigenza di sintetizzare le ragioni che spingono un naturista a spogliarsi, almeno quelle più razionalmente spiegabili. Naturalmente ce ne sono altre, recondite o emotive che non si possono descrivere brevemente.

Comunque in sintesi si possono elencare come segue:


1. Il nudo in Italia non è vietato

L’art. 726 c.p. a cui si fa appello quando si vuole accusare qualcuno, non parla di nudo, ma di “atti contrari alla pubblica decenza”, lasciando spazio alla libera interpretazione di cosa sia decente e cosa no. Per esempio, se un tale urla e strepita rumorosamente in strada, oltre che ad essere un palese atto di maleducazione, potremmo accusarlo di aver commesso un atto indecente o meno. Bisognera valutare il contesto e l'intensità dei gesti. Mentre la nudità pulita, cioè non associata ad atteggiamenti con significati sessuali (movimenti, posizioni, sguardi, tonalità di voce, discorsi allusivi, ecc.), non è né maleducazione, né offesa, né mancanza di rispetto, salvo che qualcuno non si ostini a vederla in questo senso (ma in tal caso il problema è la malafede di chi guarda).

2. Il nudo non turba

Ciò che turba è il DIVIETO della nudità. Se mi educano fin da bambino che non devo né vedere né farmi vedere, quando poi vedo qualcuno che si mostra, si crea in me un conflitto di messaggi: è lui che sbaglia o sono io che sono stato educato su valori inutili? Se mi si educa dicendo che una donna poco vestita è una poco di buono, che devo pensare di una donna nuda, anche se è nuda solo per prendere il sole o per fare il bagno? Se mi si martella il cervello con l’idea che il nudo è necessariamente collegato al sesso, ogni volta che vedo qualche centimetro di pelle in più mi si scatenano fantasie e desideri. Se invece fossi stato abituato fin da bambino a vedere corpi innocentemente nudi, tutto questo non si verificherebbe.

3. Il nudo pulito non ha sponsor

L’unico nudo che è consentito per legge è il nudo sponsorizzato: pubblicità, calendari, copertine di riviste che cercano la tiratura, spettacoli spazzatura destinati solo ad aumentare l’audience. In definitiva ciò che rende legale il nudo è il dio denaro. E quello sì che è un nudo indecente, finalizzato a suscitare fantasie e desideri. Se un naturista invece vuole essere nudo solo per voglia di libertà, per sentirsi veramente ciò che è, senza pretese di guadagnarci su neanche un centesimo, allora è una grave offesa al dio denaro e va severamente punito! Quante volte negli spettacoli tv in prima serata si vedono donne in tanga, in perizoma, e qualsiasi abbigliamento stile “vedo – non vedo”, e magari con tutti i maschi del pubblico a sbavare, o al minimo a fantasticare… Qui il nudo è legale perché fa aumentare l”audience”, quindi la pubblicità, quindi i soldi, quindi è tutto ok. Oppure nella pubblicità: per vendere una macchina, è sufficiente che ci mettano sopra una donna nuda (o seminuda), e il pubblicitario sa che le vendite aumenteranno. O ancora, ditte, fornitori, officine con un pubblico prettamente maschile sfornano calendari con donne nude, non perché abbiano a che fare col prodotto, ma solo perché così sanno che aumenteranno gli affari. In questi casi, non si applica l’art. 726 C.P., perché chi comanda non è né la legge, né il senso civico, né il pudore, ma il dio denaro, a cui la legge stessa si inchina troppo spesso.

4. Nudi anche in presenza di bambini o minori

Essi non hanno innato il senso del pudore e della vergogna: vengono loro inculcati per trasmettere i nostri problemi e i nostri complessi. Chi li educa con il senso di vergogna del nudo, deve anche assumersi la responsabilità di turbe o traumi che dovessero derivare da una visione non voluta di un nudo. Bisogna considerare poi che un nascondimento senza senso, innesca un meccanismo mentale di curiosità, che li espone ad un’educazione sessuale errata, offerta magari spesso da amichetti più grandi, che non sempre sono i migliori educatori, ma che spesso sono visti dai minori come coloro che non hanno segreti o inibizioni.

5. Il divieto del nudo stimola la violenza

Tante volte si sente commentare che una certa ragazza ha subito una violenza perché era vestita troppo succintamente e quindi, in un certo senso, se l'è cercata. Se invece vivessimo in una società in cui è naturale essere nudi, nelle spiagge, per esempio, ma anche per strada, se fa troppo caldo, o altre situazioni in cui la nudità torna comodo o è giustificata per qualsiasi altro motivo, se insomma la nudità fosse vista come una cosa normale, come andare in giro in maniche corte in estate, tale violento stimolo probabilmente non si sarebbe generato solo perché la ragazza aveva l’ombelico scoperto o i jeans a vita bassa.

6. Il divieto del nudo è una violazione del principio di libertà e autodeterminazione

È comunemente accettato che la libertà del singolo confina con la libertà del prossimo. Ebbene, chi si spoglia non impone la nudità a chi non vuole spogliarsi, mentre al contrario chi non vuole spogliarsi impone la sua volontà a chi lo vorrebbe. È parità di diritti questa?

7. Il nudo aumenta il legame con la natura

Essere nudi in un ambiente naturale (mare, bosco, fiume, ecc.) fa aumentare la consapevolezza di essere un tutt’uno con la natura. Si prova una specie di continuità tra il nostro corpo e tutta la natura che ci circonda. È una sensazione impossibile da descrivere: bisogna provarla di persona.

8. Il nudo aumenta il legame con il prossimo

Essere nudi di fronte a qualcuno significa mettersi in mostra per quello che si è, con pregi e difetti, senza possibilità di mascherarli. Significa dimostrare fiducia nei confronti di chi ci può deridere (specie per chi non ha un fisico perfetto) o accusare (se non capisce il senso della nudità). Anzi, proprio se non si è immuni da carenze fisiche, si dimostra al prossimo la propria convinzione che il valore di una persona non dipende da fattori estetici: Il valore di una persona non si misura in centimetri!

9. Il nudo aumenta il legame con Dio

Per chi crede, mettersi nudo vuol dire togliere tutte le protezioni che ci si crea in difesa dal mondo e dalle persone (l’unica funzione vera degli indumenti è la protezione dal freddo), per sentirsi protetto solo da Dio. Il credente nudo si sente come avvolto da Dio stesso, anche se trova come nemici chi non comprende questa dimensione della nudità. Qualcuno ha detto: “Se Dio avesse voluto che l’uomo fosse nudo, l’avrebbe creato nudo”.

10. Nudo per lanciare un messaggio di libertà

Oggi è possibile conquistare una nuova libertà: dalla vergogna, dai tabù, dal falso pudore, da retaggi di un passato oscurantista e proibizionista…. Basta che qualcuno si prenda la briga, i rischi, la responsabilità di fare i primi passi per dimostrare che il nudo può essere più pulito del divieto di nudità. E in realtà lo è, se non lo si inquina con valenze sessuali, perverse, esibizioniste o simili. A volte ciò comporta forzare un po’ la mano, ma questo accade perché in Italia dobbiamo convivere con uno stato di arretratezza culturale e civile rispetto ad altre nazioni più civilizzate di noi che tengono in maggior conto le libertà dei propri cittadini.

Un grazie particolare al nostro socio Gianni Bianchini, che ha autorizzato la pubblicazione delle sue idee.

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