Il nostro sito utilizza i cookies - alcuni sono essenziali al funzionamento del sito, altri ci aiutano a migliorare l'esperienza utente. Utilizzando questo sito, state consentendo l'uso di questi cookie. Per ottenere maggiori informazioni, vi preghiamo di leggere la nostra informativa sulla privacy.


Our site uses cookies – some are essential to make the site work; others help us improve the user experience. By using the site, you consent to the use of these cookies. To learn more about cookies, please read our privacy statement.

Sabato 27 gennaio 2018 si è tenuta l'assemblea della FENAIT. Sono emersi due risultati contrastanti: da una parte l'ennesimo tentativo riuscito di provare a egemonizzare il movimento naturista, dall'altra un cambiamento che ha portato due valide persone alla Presidenza e Vice Presidenza, rispettivamente Maria Adelaide Fornaca e Andrea Mirabilio. Pur rimanendo molto perplessi sull'operato di chi sino a oggi ha governato la Fenait, A.N.ITA., che crede e sostiene il Naturismo, continuerà a impegnarsi senza interessi commerciali o egemonici per diffondere l'idea Naturista e far crescere il nostro movimento.


Lo scorso sabato, si è tenuta a Bologna l’Assemblea delle associazioni aderenti alla Fenait che, tra le altre cose era chiamata a rinnovare il Consiglio Direttivo.

Il rinnovo del Consiglio doveva essere fatto nel 2017, ma era stato rinviato, di comune accordo, per permettere la revisione dello Statuto della Fenait, la cui approvazione era prevista in occasione del Galà di Nuoto di Andalo. La revisione dello statuto sarebbe opportuna in quanto lo strumento vigente è carente sotto il profilo di rispondenza alla normativa di enti non lucrativi e poteva essere l’occasione per rivedere alcuni meccanismi che invece di favorire la crescita del movimento naturista italiano hanno creato contrasti tra associazioni naturiste. Per un veto di U.N.I., che si è rifiutata di discutere la bozza di statuto proposta da una commissione nominata dall’assemblea dell’aprile 2017, non si era tenuta in ottobre l’assemblea straordinaria che avrebbe dovuto ratificare il nuovo statuto. Si è quindi arrivati alla convocazione di sabato scorso dove è stato ribadita la non volontà di U.N.I. di rivedere lo statuto e anche una proposta di accordo per superare lo stallo e mettere per lo meno al riparo la federazione e i suoi soci da possibili contestazioni fiscali ha ottenuto 10 voti favorevoli e 10 contrari e quindi non è stata approvata. Ricordiamo che U.N.I. conta in assemblea, in base a un calcolo che tiene conto in modo ponderato del numero di soci di 6 voti in assemblea, contro i 4 dell’A.N.ITA.. Sotto l’aspetto fiscale la nostra associazione presenterà comunque una nota ufficiale di richiamo al nuovo C.D. perché non è nostra intenzione utilizzare soldi associativi per dovere pagare un domani sanzioni amministrative.

Si è quindi giunti all’elezione del Consiglio Direttivo che ha dimostrato ancora una volta che la Fenait viene intesa come federazione autoritaria e autarchica anziché come organismo di servizio delle associazioni Naturiste presenti sul territorio italiano. La votazione, probabilmente frutto di accordi tra alcune associazioni, ha fatto sì che la seconda associazione naturista italiana, come numero di soci, ma sicuramente l’associazione più presente, attiva e impegnata per diffondere la cultura naturista, non venisse proporzionalmente rappresentata nel nuovo Consiglio Direttivo della Fenait. Oggi A.N.ITA è rappresentata in Fenait dal solo socio Francesco Doronzo e non anche dal suo Presidente. L’U.N.I. può vantare ben 5 rappresentanti. Voglio far notare per i non presenti, che in coerenza con l’idea della giusta rappresentanza in base ai soci e non per puro calcolo di accentramento di potere, il sottoscritto, in rappresentanza di A.N.ITA. ha comunque votato a favore della Presidente dell’U.N.I. Luisa Mussa, cosa che invece non è stato fatto dalla stessa Presidente dell’U.N.I. a favore dell’A.N.ITA., il cui Presidente ha ottenuto gli stessi voti della mozione per la revisione dello statuto, ovvero i voti oltre che della propria associazione, anche quelli di A.N.AB., A.N.A.A., ASS.NA.IT. e 3.VE.NAT. Sembra evidente, dai numeri espressi, che siamo di fronte a una spaccatura, seppur dialettica, tra chi vuole provare a riscrivere le regole della Federazione per renderla più dinamica e rispondente alle esigenze del movimento naturista e chi invece vuole tenere la Federazione sotto il proprio controllo.

L’aspetto positivo di questo nuovo Direttivo è che ha portato alla presidenza una persona molto valida, Maria Adelaide Fornaca, rappresentante U.N.I., così come altrettanto valido è il suo Vice, Andrea Mirabilio dell’A.N.AB.. Siamo inoltre contenti che per la prima volta una donna sia la Presidente della Fenait.

Ad entrambi va l’augurio per un proficuo lavoro dentro la federazione, nella speranza che venga superata una situazione di scontro dialettico oggi presente in Federazione e che la stessa diventi un valido strumento di coordinamento e non prevarichi il lavoro che le associazioni fanno nei territori, laddove il Naturismo trae le sue radici più profonde. La lite non deve essere tra chi intende la pratica del Naturismo nei campeggi e chi lo pratica e sostiene nelle spiagge libere; deve essere un lavoro culturale e politico, con la gente e nei territori, per ottenere il riconoscimento del Naturismo in Italia e creare occasioni di incontro e crescita del movimento naturista.

                                                                                                     
Il Consiglio Direttivo dell’A.N.ITA.